Corpo e pensiero delle donne

     L’intervento con il quale la Prof.ssa Susy Zanardo ha contribuito ai lavori de Il luogo dell’umano (la cui registrazione può essere ascoltata in questa stessa pagina) ha inteso mettere a fuoco il rapporto tra il corpo e il pensiero delle donne, seguendo la traccia di due principali questioni: 
  1. Com’è chiamato in causa il corpo dal pensiero delle donne? 
  2. Il maschile e il femminile sono legati al corpo? Cosa intendiamo quando ci riferiamo ai due poli della differenza sessuale? 
Il cerchio stretto dagli studenti del MOS e non solo attorno alla prof. Zanardo, presso l'aula Valent del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia, per il quarto appuntamento del seminario "Luoghi dell'umano".
     Nel corso del seminario, l’apparente ovvietà di questa coppia di domande (sul cui tronco se ne innestano a grappolo delle altre) è venuta progressivamente meno, a mano a mano che con la Prof.ssa Zanardo abbiamo esplorato il lungo lavoro di decostruzione del corpo, talvolta interpretato come un residuo pesante di una natura da cui occorre liberarsi. Tale decostruzione passa anzitutto per la separazione del maschile e del femminile dal corpo: evidentemente la via induttiva non permette di tenere insieme le molteplici visioni dei due poli della differenza sessuale, poiché non sembra esserci alcunché di transculturale che possa giustificare la relazione tra sessualità e corporeità. Si tratta di una relazione che, se non posticcia, appare quantomeno unidirezionale: la sessualità sembra riferirsi al corpo come a un organismo su cui ha pieno potere mentre il secondo fa fatica a riferirsi alla prima, senza che ciò appaia come un tentativo di riaffermare il vetusto dominio della natura sulla cultura. 
 
    Questo il quadro generale all’interno del quale la Prof.ssa Zanardo ha fatto giocare la tradizione del pensiero delle donne, mostrando le implicazioni antropologiche delle principali teorie e giungendo a porre una questione fondamentale: come si può pensare la differenza sessuale, oggi, senza ricadere nell’impasse di un binomio insolubile tra natura e cultura; senza perdere, d’altro canto, l’architettonica della struttura umana?  
 
    L’importanza di tale questione è evidente, poiché essa chiama in causa direttamente la capacità, da parte dell’essere umano, di pensare e praticare la propria libertà; di guadagnare, rispetto alle condizioni che rendono possibile l’esperienza umana, una postura che permetta di mettere liberamente in gioco le proprie risorse, scongiurando il rischio dell’asfissia di cui perisce ciò che non è in grado di relazionarsi adeguatamente con il proprio orizzonte di senso. 
Corpo e pensiero delle donne (prof. Susy Zanardo)

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