Vulnerabilità e (inter)dipendenza: note a margine

Vulnerabilità e (inter)dipendenza – Contrappunti a partire da MacIntyre

un intervento di Damiano Simoncelli (FINO-UniGe) per il MOS, Seminario di Etica Permanente; Venezia 13.XI.2017

 

Il terzo degli incontri organizzati dal MOS intorno al tema del corpo ha riguardato il rapporto di reciproca dipendenza tra soggetti. A partire dal percorso tracciato da A. MacIntyre in Animali razionali dipendenti, Damiano Simoncelli ha preso in esame anzitutto i concetti di dipendenza e vulnerabilità, mostrando come la dipendenza sia più ampia della vulnerabilità. Quest’ultima infatti interessa solo il lato corporeo, la dipendenza invece riguarda anche il pieno sviluppo delle potenzialità umane verso il loro telos.

La possibilità di diventare autonomi e di realizzare la razionalità pratica è ineludibilmente consegnata a contesti di relazione. Da qui, si rivela insostenibile qualsiasi pretesa di autonomia che ignori il momento di dipendenza intrinseco all’uomo. Con una mossa teoretica di matrice dialettica MacIntyre sostiene che la piena maturità sia raggiungibile solo attraverso l’acquisizione della virtù della dipendenza riconosciuta, cioè solo avendo imparato a considerarsi come originariamente oltre sé stessi. L’(inter)dipendenza che figura nel titolo di questo seminario vuol indicare attraverso l’aggiunta dei segni grafici di parentesi l’intreccio indissolubile di dipendenza e indipendenza, che l’uomo, se concretizza il proprio sentire, sperimenta ogni giorno.

Nel seguito dell’intervento Damiano ha sviluppato il concetto di razionalità pratica, già citato in precedenza. Una razionalità pratica matura, tratto distintivo dell’uomo, si concreta come capacità di fare un passo indietro rispetto ai propri desideri immediati, valutando ciò che è meglio. La condizione di possibilità di questo passo indietro, su cui MacIntyre nell’opera più volte insiste, va ritrovata nel fatto che l’uomo è costitutivamente aperto all’essere come tale. A differenza degli animali che sono legati alla soddisfazione del bisogno, l’uomo vive in una dimensione temporale aperta a progetti e previsioni, rapportandosi ai quali egli riconfigura la propria identità e i propri desideri. L’esercizio di questa facoltà è il momento centrale dell’educazione etica che dura attraverso l’intera esistenza dell’individuo e che coinvolge ogni aspetto di essa.

I luoghi in cui avviene la suddetta riconfigurazione sono chiamati da MacIntyre relationships of giving and receiving, relazioni di dare e ricevere. Queste relazioni sono asimmetriche poiché spesso le persone da cui nella vita riceviamo non coincidono con quelle a cui diamo. La normatività che le ordina e che costituisce l’ideale realizzativo è la regola d’oro. Esse sono il luogo dell’apprendimento e della pratica delle virtù, tanto del dare quanto del ricevere. Fra le virtù del dare è fondamentale le virtù della just generosity, concetto che Macintyre ritrova nel termine lakota wacantognaka. Altra virtù centrale è la misericordia, cioè la capacità di avvertire in cuore proprio compassione per la miseria altrui, che ci permette di riconoscere l’umanità come tale e di riconoscere noi stessi come umani.

L’intervento di Damiano è stato poi seguito da alcune domande che si sono concentrate in particolare sul ruolo che possono avere forme di potere e condizionamenti esterni nel riconfigurare i desideri dell’uomo, sottraendogli quindi la possibilità di fiorire e di divenire indipendente. Il testo di MacIntyre sebbene non si concentri su questa ipotesi, la ipotizza brevemente. Il punto è che questa domanda parte da presupposti non condivisi dall’antropologia classica, aristotelico e tomista seguita dall’autore per la quale l’uomo rimane sempre – diremmo noi: in forza della sua apertura trascendentale – almeno in potenza capace di esercitare la propria libertà e di smarcarsi da condizionamenti. Altre domande hanno riguardato la critica di MacIntyre al Megalopyichos e il superamento macintyreano di una concezione dualistica del rapporto tra dipendenza e indipendenza umana.

 

Delineiamo brevemente lo schema dell’intervento, a vantaggio anche di coloro i quali decideranno di avvalersi della registrazione riportata sotto:

  1. Breve profilo introduttivo di MacIntyre
  2. Indipendenza come ri-configurazione del desiderio
  3. Ri-configurazione del desiderio, dare e ricevere, virtù
  4. Conclusione: interdipendenza come sintesi di indipendenza e dipendenza
  5. Dibattito
Vulnerabilità e (inter)dipendenza (dott. Damiano Simoncelli)

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